Alcuni pensieri da chi vede il mondo con alcuni anni di esperienza alle spalle…

Cinquanta bambini giocano in un bosco. Non hanno palle o altri giocattoli. Giocano con quello che trovano in natura, con quello che c’è. Sono i bambini di adesso, sono come quelli di dieci anni fa, cento anni fa, mille anni fa. Sono bambini. Giocano, inventano giochi.

La sera si ritrovano in un grande refettorio. Non hanno giochini elettronici, telefonini, televisori e diavolerie moderne. Fanno giochi di società. Sono felici e non gli manca nulla, di più non chiedono nulla, non si lamentano. Imparano che, per essere rispettati, bisogna rispettare gli altri, rispettare le regole, rispettare e anche socializzare.

È la colonia del Comune di Vacallo. Riunisce a Catto per due settimane una cinquantina di bambini e una quindicina di giovani monitori, rigorosamente volontari.

È una grande esperienza di vita stare lontani dalla famiglia tra i sei e gli undici anni, è l’acquisizione di una autonomia che un domani da adulti servirà loro tantissimo.

Qualche volta qualcuno lamenta un po’ di mal di pancia. In realtà mancano la mamma e il babbo: due coccole del monitore e la vita torna a sorridere, i compagni di viaggio diventano amici essenziali, dormire con qualcuno vicino è bello e divertente.

Anche i giovani monitori crescono in responsabilità e maturità, per così dire educati dai bambini stessi. Ebbene sì, c’è ancora della gioventù sana che fa sperare in un domani con delle positività.

Sabato prossimo torneranno a casa.

Fra mezzo secolo forse si ritroveranno. Se succederà di certo si diranno: “Ti ricordi da piccoli quella colonia a Catto?”. E lo diranno perché certe esperienze di vita fanno crescere veramente e restano dentro.